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BAMBINI SENZA CONFINI IN ITALIA

Dal 13 al  20 giugno 2008

Ospiti ad Arcore, Oreno, Vimercate

 

Roni, Tawfik, George, Said, Daniel, Patrick, Michael,  Micheline, Yazan , Emile, Jossef, Nadim, Hanna, Rani, Philip, Kamis, Basil, Alex, Fadi, Daniel, Jeries, Khader, Anton, Daniel, George, sono stati scelti a rappresentare la prima squadra del progetto Bambini senza confini sbarcata in Italia, per partecipare ad un torneo amichevole disputatosi sabato 14 giugno presso i campi di calcio del centro sportivo dell’oratorio di Vimercate.

 

L’iniziativa è stata organizzata dall’Oasi di Pace, in collaborazione con la Caritas decanale di Vimercate, che aveva avuto occasione di conoscere  Padre Ibrahim Faltas, durante una sua conferenza in Italia, e  aveva entusiasmato tutti con il suo nuovo progetto di educare alla pace di Bambini senza confini che si prefigge attraverso l’attività sportiva di promuovere la pace.

Le gare di football o di basket, la competizione con gli avversari educa i nostri bambini al rispetto reciproco, alla collettività, all’impegno costante e a coltivare nuove amicizie protese ad aprirsi al dialogo, ed i  bambini  che sono iscritti all’attività di “Bambini senza confini”, oltre al gioco e allo sport, partecipano al cammino religioso insieme ai loro allenatori-educatori.

 

Così tutti si sono lasciati coinvolgere da questa iniziativa ed è scaturito un torneo organizzato per invitare questi bambini di Gerusalemme a partecipare, e a testimoniare soprattutto che attraverso lo sport ci si può impegnare maggiormente ad educare, al rispetto e alla stima reciproca, affinché si possa giungere a una solida coesistenza pacifica e solidale fra  le diverse appartenenze religiose .

 

L’entusiasmo di avere presenti nelle realtà di Vimercate, Oreno ed Arcore, bambini di Gerusalemme, ha contagiato varie associazioni sportive, i comuni, gli oratori e soprattutto tante giovani famiglie che hanno aperto le loro case per dare ospitalità ai bambini.

 

Il giorno del loro arrivo, venerdi 13 giugno c’era molta attesa e trepidazione, e  in aeroporto è stato emozionante andare incontro alla squadra di questi piccoli atleti, che hanno stupito tutti come si sono presentati, nella loro divisa verde fluorescente,ma soprattutto con l’ordine e  la gioiosa serietà di chi sa che sta facendo qualcosa di veramente grande, guidati e consigliati dai loro educatori  Rami, Elias, Joseph, quest’ultimo è la salvezza per gli italiani poiché conosce perfettamente la loro lingua.

Al loro arrivo,alcuni giovani dell’oratorio di Oreno, hanno dato loro il benvenuto con il ballo e il canto del campo estivo di quest’anno e dopo un rinfresco tutti a casa poiché il giorno successivo si disputeranno le partite.

Al mattino di sabato 14 il ritrovo era per tutti presso i campi di calcio dell’oratorio di Vimercate  dove i trecento piccoli atleti che hanno aderito all’iniziativa, si sono stretti in un cerchio di gioia per dare inizio con una preghiera e un canto  in italiano e in arabo al primo torneo “Bambini senza Confini”.

 

Si sono disputate diverse partite per la classifica, divisa in due fasce di età diversa:

la prima formazione dei ragazzi più grandi, alcuni provenienti da Beit Hanina, altri dalla città vecchia che si sono classificati al quinto posto, trovando il grande ostacolo di dover giocare in un campo di erba, ma che hanno lottato ed hanno anche segnato parecchi goal, incitati costantemente da Rami ed Joseph, che come autentici coach davano loro indicazioni di gioco, naturalmente in arabo incuriosendo tutti i presenti.

 

La squadra dei più piccoli, ha stupito tutti gli spettatori,per il gioco di squadra che hanno messo in campo, per tanti goal segnati, per la determinazione  che mettevano a voler vincere, per qualche piccolo giocatore che riusciva a portare la palla al piede da un estremo del campo all’altro, dribblando da campione,  e per la bella presenza dell’unica “portiera” Micheline, che ha riscosso gli applausi di molti, poichè  più volte  i suoi interventi sono stati decisivi. Si sono classificati al secondo posto ai calci di rigore.

I volti dei ragazzi erano un po’ tristi e delusi per la classifica, ma al momento della premiazione si è elevato un lungo applauso per loro, veramente meritato, che ha fatto risplendere il sorriso nei loro volti.

Al termine della lunga giornata dedicata, solo ed esclusivamente allo sport, tutti stanchi,  ma soddisfatti si sono dati appuntamento a Gerusalemme, per disputare il torneo di ritorno! Un percorso verso la pace con il cuore nel pallone!