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SANTA MESSA DELLA DOMENICA DELLE PALME

16 MARZO 2008

 “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!” (Mc 11,9).

La liturgia della Domenica delle Palme è quasi un solenne portale d'ingresso nella Settimana Santa.

 Associa due momenti tra loro contrastanti: l'accoglienza di Gesù a Gerusalemme e il dramma della Passione; l’“Osanna” festoso e il grido più volte ripetuto: “Crocifiggilo!”; il trionfale ingresso e l'apparente disfatta della morte sulla Croce. Anticipa così l’ ora  in cui il Messia dovrà soffrire molto, verrà ucciso e risusciterà il terzo giorno  e ci prepara a vivere in pienezza il mistero pasquale. 

Domenica 16 marzo, avvolti dal tepore primaverile,  i fedeli della Parrocchia latina di Gerusalemme, si sono raccolti nel cortile interno del convento di San Salvatore, per partecipare al rito solenne della benedizione degli ulivi, impartita dal parroco Padre Ibrahim Faltas, prima della celebrazione della S. Messa.

In processione raccolta i fedeli si sono messi in cammino verso la Chiesa San Salvatore gremita di gente, che attendeva in piedi l’entrata del corteo per la solenne benedizione, impartita con l’aspersione dell’acqua da Padre Ibrahim Faltas.

La liturgia arricchita dai canti  eseguiti dai giovani ha arricchito il clima di preghiera e durante l’omelia Padre Ibrahim Faltas,ha ricordato l’importanza di questa celebrazione che conclude il cammino quaresimale aprendo la Settimana Santa, ricca di intensi momenti comunitari celebrativi che fanno rivivere i giorni della Passione di nostro Signore Gesù Cristo.

…L’importanza di questa domenica definita anche domenica della passione, ci aiuti a fissare il nostro sguardo sulla croce, Gesù ha spalancato la porta di Dio, la porta tra Dio e gli uomini. Ora essa è aperta. Ma anche dall’altro lato il Signore bussa con la sua croce: bussa alle porte del mondo, alle porte dei nostri cuori, che così spesso e in così gran numero sono chiuse per Dio. E ci parla più o meno così: se le prove che Dio nella creazione ti dà della sua esistenza non riescono ad aprirti per Lui; se la parola della Scrittura e il messaggio della Chiesa ti lasciano indifferente – allora guarda a me, al Dio che per te si è reso sofferente, che personalmente patisce con te – vedi che io soffro per amore tuo e apriti a me, tuo Signore e tuo Dio. È questo l’appello che in quest’ora lasciamo penetrare nel nostro cuore. Il Signore ci aiuti ad aprire la porta del cuore, la porta del mondo, affinché Egli, il Dio vivente, possa nel suo Figlio arrivare in questo nostro tempo, raggiungere la nostra vita.